Antonio de Curtis, in arte Tot˛

Antonio de Curtis, in arte Tot˛Quando si chiede alla gente di Napoli – ma non solo – chi Ŕ o cosa rappresenta Tot˛ si avverte subito che tra chi pone le domande e chi risponde si stabilisce un clima di serena complicitÓ, che favorisce immediatamente una compiaciuta, ma mai superficiale, conversazione. Anzi si diventa ben presto consapevoli che si sta affrontando uno di quei temi che a Napoli occupano un posto particolare, che esula dal mondo della sensibilitÓ quotidiana:


"Il migliore attore comico e uno dei migliori simboli della napoletanitÓ. A tutt'oggi ho rivisto e strarivisto i suoi film senza mai stancarmi.", "Un mito, un esempio di umanitÓ e comicitÓ.", "La comicitÓ semplice, quella fatta di sottile ironia e forte sensibilitÓ.", "Un'isola di serena ed autentica comicitÓ, dove periodicamente lascio naufragare la mia mente."

Questa sensazione diventa ancora pi¨ forte quando si chiede cosa rappresenta Tot˛ per Napoli:

"╚ come la risata di Pulcinella, il sapore della Pizza, un verso di Di Giacomo, un'espressione di Eduardo", "Un monumento storico.", "Un'icona delle sue contraddizioni storiche.", "Un simbolo da esportare nel mondo intero.", "Una grande occasione fino ad ora trascurata.".

Tot˛ Ŕ amato ed apprezzato da tante generazioni di italiani per i suoi film ed i suoi indimenticabili sketch televisivi, ricordato per le sue celebri frasi (“Siamo uomini o caporali”, “Ma mi faccia il piacere”, “A prescindere”,...) e per la struggente lirica di Malafemmena. Ma tutti a Napoli hanno almeno una volta recitato, se non per intero, alcune strofe della poesia 'A livella , che costituisce senza dubbio una delle pi¨ grandi testimonianze di napoletanitÓ.
In questa sede mi piace riportare il finale, che nella sua universalitÓ Ŕ incredibilmente attuale:

Il povero netturbino, Esposito Gennaro, esasperato dalle ripetute offese del “Signor Marchese” che lo accusa di essersi fatto seppellire vicino a lui piuttosto che nella spazzatura, rivolgendosi al nobile esclama:

[...]
"Tu qua' Natale... Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo... 'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?... Ŕ una livella.

'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hŔ fatto ancora chistu cunto?

Perci˛, stamme a ssenti... nun fa''o restivo,
suppuorteme vicino-che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie...appartenimmo 'a morte!"

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