Origine del nome “Ischia”

Ischia, portaleL’isola di Ischia, nella sua millenaria storia, ha avuto diversi nomi come Pithecusa o Enaria . Ma come si giunti all’attuale denominazione?

La pi antica denominazione nota Pithecusa, dal greco Pithekoussai che in molti traducono con “isola delle scimmie”, in riferimento al leggendario popolo dei Cercopi che la abitava e che fu poi trasformato in scimmie da Giove a causa dei loro misfatti. Ma secondo altre fonti, primo fra tutti Plinio il Vecchio, il nome andrebbe pi correttamente tradotto con “isola dei vasi” in accordo anche ai ritrovamenti archeologici che testimoniano come l'isola, fin dalla sua prima colonizzazione greca, si fosse distinta per la ricca produzione di arte vasaia.

Successivamente i Romani la chiamarono Aenaria (Enaria). Anche qui i pareri sono discordanti: alcuni fanno risalire il termine dal latino aenus (bronzo) per la ricca attivit metallurgica presente sull'isola, altri invece riconducono il nome al troiano Enea che si sarebbe fermato l durante il suo viaggio verso Roma, altri infine traducono dalla radice greca “eno” e quindi “isola del vino”. Ci piace ricordare che ancora oggi Ischia si distingue per la sua produzione vinicola.

Solo nel Medioevo si trovano i primi riferimenti all'isola col nome di Iscla (dal tardo latino “insul”), quando Papa Leone III in una lettere a Carlo Magno del 812 d.C. indica l'isola col nome di Iscla Majore (forse per denotare la maggiore delle isole del golfo di Napoli).

Quindi l'attuale nome, a parte le trasformazioni subite nel corso dei secoli, non significa altro che... isola!

Riferimenti:
L’isola di Ischia

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