La pizza fritta - "a ogge a otto"

Pizzette fritteLa pizza fritta è una vecchia pietanza della tradizione gastronomica partenopea, associata all'espressione napoletana "a ogge a otto", ossia la mangio oggi e la pago tra otto giorni: era uno dei pochi alimenti accessibili al popolino povero e pieno di debiti che viveva nei vicoli della vecchia Napoli.
La pizza fritta, ripiena di ricotta, salame, cicoli, mozzarella o altro oppure come semplice impasto senza ripieno era una versione più economica della pizza cotta in forno, che non tutti potevano pagare. La pizza "a ogge a otto" era venduta nei "bassi", umili monolocali senza finestra a livello stradale, abitazione simbolo della Napoli povera.

Ad occuparsi della frittura e della vendita era spesso la moglie del pizzaiolo, il quale prima di andare in pizzeria preparava l'impasto. Il cliente, il più delle volte anche lui un abitante dei "bassi", comprava la pizza, mentre la pizzaiola si segnava il credito su un quadernetto e per quel giorno il problema della fame era risolto. Poi tra una settimana si sarebbe pensato al conto!

Un'altra spiegazione di questo termine si può far risalire al fatto che queste pizzerie-basso restavano aperte un solo giorno alla settimana, perchè gestite direttamente dal pizzaiolo, che nel suo giorno libero della settimana, arrotondava le magre entrate della famiglia con la vendita delle pizzette fritte (non avendo il forno, la frittura era l'unico modo per cuocerle).

Oggi di queste pizzerie-basso non ce dovrebbero più essere, anche se ancora ricordo alla fine degli anni Ottanta un "basso" del centro storico di Napoli dove per un certo periodo di tempo si vendevano le pizzette fritte in un pentolone sul bordo della strada, proprio come nel film “L’oro di Napoli”. Però si faceva pagare subito e non ad otto! Oggi quella "pizzeria-basso" non c'è più. (gb)

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La pizza fritta "a ogge a otto"
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