Troisi e La Smorfia…

La Smorfia č anche il nome che il Nostro caro Massimo Troisi (1953-1994) volle dare alla sua Compagnia, infatti verso il 1976 Troisi assieme ai suoi amici di sempre Lello Arena (Napoli, 1953) e Enzo Decaro (Portici, 1958) si presentava al Teatro San Carluccio di Napoli non pių con il nome del Gruppo I Saraceni ma con il nuovo nome La Smorfia.

L’attore spiega il perché si chiameranno poi smorfia…<<E’ un riferimento, tipicamente napoletano, a un certo modo di risolvere i propri guai: giocando al Lotto, e sperando in un terno secco…la “smorfia”, infatti, non č altro che l’interpretazione dei sogni e dei vari fatti quotidiani, da tradurre in numeri da giocare a lotto>>. <<In realtā, non riuscivamo a trovare un lavoro, come succede a tanti ragazzi di Napoli…>>, aggiungerā ironicamente Arena, e <<c’č poi in quel nome, - dichiara infine, in alcune interviste del 1978 Enzo Decaro - un richiamo evidente alle “smorfie” necessarie all’attore per esprimere emozioni e sentimenti>>.

L’ enorme successo di pubblico e di critica spinse i tre cabarettisti a rappresentare la Smorfia anche in televisione; dapprima nel programma RAI Non Stop (1978), e poi in Luna Park.sempre per mamma RAI. Vennero cosė inscenate commedie brillanti e gag satiriche a sfondo politico e religioso. Si ricordi (L’Annunciazione, San Gennaro, L’arca di Noč, La Nativitā, Dio, etc…) ove in esse vi troviamo una realtā popolare ancora in parte esistente nella cittā di Napoli: povertā, degrado, mancanza di lavoro e il sogno di una rivincita sociale…

Memorabile č appunto la scena in cui Arena e Troisi rivolgendosi a San Gennaro, il santo patrono della cittā, gli chiedono la vincita di un ambo, anzi entrambi si contendono i favori del Santo:

Troisi: (devoto di San Gennaro, come tanti altri disgraziati popolani, vive di stenti nell’attesa di una grazia)…

 <<San Gennā, San Gennā, io sto un’altra volta qua, San Gennā... Sė, č sempre per quella grazie che t’aggio chiesto, San Gennā! Eh, io nun te l'avess' 'a ripetere neppure... No, San Gennā. Tu lo sai, io so cliente, ccā...[  ]

Arena:<< San Gennā, San Gennā... e poi a te che ti costa... A me, a me mi basta un ambo... una semmana sė e una no! 15 e 58!…una sė e una no.

Troisi:<<'Azzo! San Gennā, tu l'avisse fā pigliā tutt' 'e semmane a chisto? [  ] (Troisi ribadisce) una si e una no…certo, chille pure č nu fastidio a ghi’ a ritirā i soldi tutt’ ‘e settimane…[  ]

Arena:<< San Gennā, San Gennā, mi raccomando... insieme 'a mano d' 'a creatura, miettece pure 'a mano tua, hč capito?

Troisi:<<Stammo ‘o Ministero d’ ‘a Finanza…[  ] ...Gennari', si siamo spiegati, no? Tu 'o ssaje coome songo... Cercammo ‘e fa’ ‘e ccose per bene, Io piglio e te votto 'nterra 'a lloco 'n' coppa, sa?... 5 e 25, Gennarė... [  ]

Arena:<< San Genna’…San Genna’, Ah, no! Allora quando č per questo li ho chiesti prima io: 15 e 58! [  ]

Sopraggiunge ad un tratto l’attore Enzo Decaro che interpreta il prete della chiesa, il quale attratto dalla confusione manda via i due commedianti, prima perō lui medesimo si rivolge al Santo per implorarlo a concedergli la grazia di una vincita al lotto.

De Caro:<< ‘E nummere ‘int ‘a chiesa, mettiteve scuorno…eh, San Gennā…San Genna’…,San Genna’ non li dar retta. San Gennā, che vuō fā, San Gennā... Mi raccomando, mi raccomando... San Gennā: 6 e 21>>.

(tm)

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