Ischia

ischia

Ischia, la più grande isola del Golfo di Napoli, appartiene al gruppo delle isole flegree (Ischia, Procida, Vivara e Nisida) così denominate per la comune appartenenza all'area geologica dei Campi Flegrei.


L'isola dista poco meno di 30 Km da Napoli ed ha una linea costiera di 34 km. Con circa 60 mila abitanti (dati istat 2007) è la terza isola più popolosa d'Italia, dopo Sicilia e Sardegna.


L'isola, amministrativamente, è divisa in sei comuni:
Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana, Barano d'Ischia.

Il clima di Ischia è tipicamente mediterraneo, reso ancora più mite dalla particolare forma dell'isola caratterizzata dall'altura centrale del Monte Epomeo: d'inverno la temperatura media più bassa è di 9°C, con Gennaio il mese più freddo, mentre la temperatura media più alta si ha ad Agosto con 35 gradi.


Come tutte le altre isole flegree Ischia ha un'origine vulcanica: si formò per effetto di varie eruzione avvenute in epoche remote. Anche il suo rilievo più alto, il monte Epomeo (787 m.) è di origine vulcanica, ma diversamente da come si riteneva fino all'inizio del XX secolo non è un vulcano, bensì la conseguenza di un moto di sollevamento di rocce vulcaniche avvenuto 30 mila anni fa.

Benché le eruzioni ed i movimenti geologici che diedero origine all'isola risalgono a migliaia di anni fa, non bisogna dimenticare che anche in epoche recenti Ischia è stata interessata da eruzioni e terremoti, come la serie di colate laviche avvenute intorno XIII secolo nelle località Arso e Cremato. Ancora oggi questa attività è testimoniata dalla presenza sull'isola di innumerevoli sorgenti termali.


Circa l'origine del nome, la più antica denominazione nota è Pithecusa, dal greco Pithekoussai che in molti traduco con “isola delle scimmie”, in riferimento al leggendario popolo dei Cercopi che la abitava e che fu poi trasformato in scimmie da Giove a causa dei loro misfatti. Ma secondo altre fonti, primo fra tutti Plinio il Vecchio, il nome andrebbe più correttamente tradotto con “isola dei vasi” in accordo anche ai ritrovamenti archeologici che testimoniano come l'isola, fin dalla sua prima colonizzazione greca, si fosse distinta per la ricca produzione di arte vasaia.
Successivamente i Romani la chiamarono Aenaria (Enaria). Anche qui i pareri sono discordanti: alcuni fanno risalire il termine dal latino aenus (bronzo) per la ricca attività metallurgica presente sull'isola, altri invece riconducono il nome al troiano Enea che si sarebbe fermato lì durante il suo viaggio verso Roma, altri infine traducono dalla radice greca “eno” e quindi “isola del vino”. Ci piace ricordare che ancora oggi Ischia si distingue per la sua produzione vinicola.
Solo nel Medioevo si trovano i primi riferimenti all'isola col nome di Iscla (dal tardo latino insul), quando Papa Leone III in una lettere a Carlo Magno del 812 d.C. indica l'isola col nome di Iscla Majore (forse per denotare la maggiore delle isole del golfo di Napoli).
Quindi l'attuale nome, a parte le trasformazioni subite nel corso dei secoli, non significa altro che... isola!

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