Procida

Procida - Marina di Corricella

Procida è la più piccola delle tre isole maggiori del golfo di Napoli (le altre due sono Ischia e Capri) ed anche quella più vicina alla terraferma, distando solo 3,4 km dalla penisola flegrea. Il suo perimetro è di circa 16 km, mentre la superficie non supera i 4 kmq. La collina di Terra murata (91 m) è il punto più alto dell'isola.


Vicino a Procida, collegata attraverso un ponte, c'è un'altra piccola isola, Vivara , attualmente disabitata ed adibita a riserva naturale. Procida e Vivara, insieme ad Ischia e Nisida, appartengono al gruppo delle isole flegree, così dette per la comune appartenenza all'area geologica dei Campi Flegrei.

Come tutte le isole flegree, anche Procida è di origine vulcanica. L'isola si formò in seguito all'eruzione di almeno quattro vulcani, oggi in gran parte sommersi dalle acque del mare e non più in attività, i cui resti però possono essere ancora scorti, soprattutto se si osserva la zona di Vivara.

Procida non ha il richiamo delle altre due isole del Golfo, eppure una sua visita riesce ancora a restituire quelle immagini e quei sapori dei secoli passati, cosa che è sempre più difficile cogliere nelle altre mete, affermate tappe del turismo internazionale. I silenzi di Vivara, i colori della Corricella , il porto della Chiaiolella sembrano stare lì, indisturbati, da secoli incuranti dell'alternanza delle epoche.

L'isola ha ispirato negli anni vari autori ed oggi è ricordata almeno per tre capolavori, i romanzi Graziella di Alfonso de LamartineL'isola di Arturo di Elsa Morante ed il film Il Postino, l'ultima interpretazione di Massimo Troisi prima della sua morte.


Graziella è un’opera letteraria che ha segnato la storia recente dell’isola. Il romanzo scritto nel 1852, narra la storia del giovane scrittore francese Alphonse de Lamartine, che durante un viaggio in Italia resta colpito dalle bellezze paesaggistiche del golfo di Napoli e, soprattutto, da Procida. Lì conosce una giovane fanciulla figlia di pescatori, Graziella, dai tipici tratti mediterranei, lunghe trecce ed occhi neri. I due si innamorano, ma lui è richiamato in patria e per questo costretto a lasciarla, ma con la promessa di ritornare. Però Alphonse non mantiene la promessa e lei, durante la vana attesa, si ammala. Prima di morire gli invia una lettera ed una sua treccia, che Alphonse conserverà per tutta la vita in ricordo di quel tenero amore giovanile, che mai più avrebbe provato nel corso della sua vita.
Questa storia ha creato a Procida il mito di Graziella. A lei fu ispirato un costume, assai sfarzoso ed appariscente, certamente poco probabile dal punto di vista storico, essendo la ragazza di umili origini, divenuto però il costume tradizionale delle donne dell'isola. Esso viene indossato dalle ragazze procidane in occasione della “Sagra del Mare”, festa durante la quale viene eletta “la Graziella”, ossia la ragazza di Procida che meglio rispecchia le caratteristiche sia fisiche che morali del personaggio di de Lamartine. Questa manifestazione, ideata nel 1939 da Vittorio Parascandola e Mimì Ferrara, ci celebra oramai ogni anno ed è uno degli eventi più importanti dell'estate procidana, 

Altro appuntamento di grande importanza per tutta l'isola è la Settimana santa, caratterizzata da una serie di eventi religiosi vissuti dalla popolazione con grande intensità.
Il Giovedì santo c'è la suggestiva processione degli Apostoli incappucciati, organizzata dalla confraternita del Santissimo Sacramento, la più antica dell'isola. I confratelli, dopo il rito della Lavanda dei Piedi, si incappucciano e con una croce sulle spalle ed una corona di spine sulla testa, vanno in processione scortate da centurione romano.
Il giorno dopo, al Venerdì santo, c'è il grande corteo dei Misteri, che sono rappresentazioni plastiche di scene dal Vecchio Testamento e dal Vangelo, che precedono le statue del Cristo Morto e dell'Addolorata, il baldacchino funebre (il pallìo) e la banda musicale.

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