Teatro e presepe

Natale nel teatro e nella commedia napoletana (2)

presepe napoletano

Il presepe una tradizione specificatamente napoletana e viene stimato come simbolo classico del Natale. Le sue origini risalgono all’et medievale ma durante l’et barocca che l’arte presepiale ebbe maggior sviluppo e gli artigiani pensarono di non interessarsi solo della “sacra mangiatoia”, nella quale si trovano la Vergine Maria, San Giuseppe, il Sacro Bambino Ges, il bue e l’asinello, ma pensarono di raffigurare anche il volgo, la piccola e media borghesia, e il mondo agricolo - pastorale.
I personaggi del presepe sono i pastori, i contadini, le lavandaie, i venditori ambulanti, i pascoli, il bestiame, le pecore, i Re Magi, gli Angeli, ecc; tali figure danno origine ad uno scenario teatrale, con luci, musica e simboli religiosi. Esse inscenano un atto drammatico, incentrato sulla vicenda della nascita di Cristo, sulla rievocazione di alcuni eventi evangelici e su immagini bucoliche-pastorali.

Il presepe dunque ha triplice valenza, ossia pu essere inteso come elemento espressivo popolare, come espressione di un determinato periodo storico, e come fenomeno artigianale di un arte nobile che, ha attirato nel corso dei secoli, a partire dal lontano Trecento ad oggi, non solo l’attenzione della Chiesa e di molti ordini religiosi, ma persino l’interesse dei nobili, dei magnati laici e soprattutto dei “pittori, collezionisti, architetti, scultori, vetrai, sarti, costumisti, intellettuali, artisti, ecc…”.
Col passar degli anni il presepe stato abbellito con nuovi scenari e arricchito con effetti speciali del tutto originali: luci, suoni straordinari, musica natalizia, animato da particolari scene con statuette elettroniche, le quali compiono le loro azioni grazie all’energia elettrica, tipo le acque turbolenti che scendono dalle cascate, le acque stagnanti del ruscello o quelle paludose dello stagno, il mulino al vento, il panettiere che inforna il pane, i zampognari che suonano la novella, la lavandaia che lava i panni, le massaie che preparano il pranzo natalizio, le colline proiettate in lontananza, e cos via. Il palcoscenico (rappresentato da una povera ma divina grotta) occupato dai protagonisti che sono la Madonna, il Divino Bambino e San Giuseppe, mentre gli attori secondari sono tutti gli altri personaggi che popolano la scena (gli Angeli, i Re Magi, i contadini, i pastori, i pescatori, ecc), e infine la platea costituita dalla folla dei curiosi e dei visitatori che si recano alla grotta cantando e suonando per omaggiare la nascita del Salvatore. La scenografia pertanto risulta incantevole e molto realistica.

L’azione principale, come abbiamo poc’anzi ricordato, ambientata in una mangiatoia situata in un desolato paesino circondato da alte montagne, e per rendere la scena ancora pi vera, gli artisti si sono serviti di artifici singolari: la farina bianca (per richiamare alla memoria montagne, colline e rilievi ricoperti di neve); il muschio (per realizzare il prato e il verde della campagna); i sassolini, i ciottoli e la farina gialla per dare l’idea delle strade dei campi non facilmente transitabili. Inoltre la scenografia si mostra realistica anche perch gli artisti sono ricorsi ad oggetti reali che rammentano i semplici prodotti della terra (vino, capponi, patate, galline, uova, conigli, dolci, maiali, polli, frutta...).
Va inoltre specificato che dietro ad ogni singola figura si cela un significato profondo e religioso, ad esempio: il bue e l’asinello hanno un loro ruolo allegorico, o ancora Roberto De Simone (nel suo testo Il presepe popolare napoletano, Torino, Einaudi, 2004) ci informa che i tre Re Magi seduti sui loro rispettivi cavalli,”bianco, rosso e nero, simboleggiano l’iter del sole dall’aurora alla sera”.

Il presepe ha subto negli anni diverse modifiche, stato costruito con vari materiali: ora con la cartapesta, ora con il gesso, ora con il legno, ora con il vetro, con la pasta, con il sughero, con il cartone, con la terracotta, con le frasche, ecc.

Nella nostra bella Napoli l’arte presepiale molto viva, difatti nel cuore della citt i curiosi ed i turisti hanno la possibilit di poter ammirare una caratteristico “vicolo presepiale” se cos lo si pu definire. Stiamo ovviamente parlando di Via San Gregorio Armeno, la famosa strada dei presepi: in questa magica civitas praesepis possibile apprezzare tante botteghe artigianali che realizzano vari e diversi presepi tra mille rumori, vocii, suoni, addobbi, colori e ornamenti.

(tm)

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